Un consiglio di vita generale. Spesso la società ci impone modelli molto alti e ambiziosi, che cerchiamo di ricalcare per non sembrare dei falliti o perché pensiamo che sia la strada per arrivare a un certo traguardo. Può essere stimolante ma è frustrante. Vedo che certe persone si accaniscono sulla cosa sbagliata, mentre penso che l'abilità sia individuare le cose che ti rendono effettivamente felice. Che possono essere l'ambiente di lavoro, le tematiche, la tipologia di lavoro, le persone con cui stai. Bisogna a un certo punto chiedersi: "Sei arrivato qui, sei contento?", sì, no. Se non sei contento puoi cambiare qualcosa? Se no, puoi cambiare strada? Questo lo dico anche in base alla mia esperienza. Ho fondato un piccolo studio (Boumaka), che è cresciuto in 8 anni di lavoro. A un certo punto è arrivato a una dimensione che non era quella che mi aspettavo. Ho iniziato a fare anche altro perché volevo iniziare a staccarmi, forse perché, un po' inconsapevolmente, sapevo che non stava andato nella direzione che volevo. È una cosa bella secondo me. Guardarsi indietro, capire se le scelte fatte sono giuste o se devi avere il coraggio di abbandonare un progetto, anche se ci lavori da 8 anni. Abbandonarlo non vuol dire litigare o rimanere da soli, non vuol dire che ti crolla tutto sotto i piedi. Immagino anche chi ha lavorato per anni in un'azienda e ha paura di lasciarla, o chi ha fatto l'illustratore per anni e decide di fare lo UX designer. Si può fare! Si possono chiudere dei capitoli, ci si può reinventare. Essere intraprendenti vuol dire anche questo.