Creativi

Bisogna voler bene al proprio cliente, entrando in empatia per capire di cos'ha davvero bisogno.

Qual è il tuo lavoro?

Sono illustratrice da quando ho finito gli studi e mi occupo anche di grafica e post-produzione dal 2004. Dal 2009 sono co-fondatrice, insieme ad Alberto Bonetti, dello studio di comunicazione Imperfect a Torino.

Come guadagno la fiducia del cliente?

Conquisti la fiducia del cliente se sei trasparente e se hai cercato di dare il massimo per risolvere quel determinato problema: tu per primo devi lavorare bene e consegnare un lavoro che ti piace. A quel punto il cliente si fiderà di te perché vedrà che tieni davvero a ciò che gli stai proponendo.

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Dovrei specializzarmi o sapere di tutto un po'?

È bene specializzarsi e saper fare molto bene alcune cose ma, allo stesso tempo, bisogna anche sapere cosa fanno gli altri. Ad esempio io non creo siti web (se ne occupa il mio collega Alberto) ma so di cosa si tratta: questo mi permette di dare valore al suo lavoro e di comprendere bene quali siano le tempistiche necessarie. Conoscere gli ingranaggi che compongono i diversi aspetti del progetto è fondamentale, perché ti rende più consapevole del lavoro nel suo complesso.

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Come dovrei presentare il mio lavoro?

Non mettete nel portfolio elementi sparsi (un disegno, un logo, una maglietta...): meglio organizzare i lavori che vi interessano di più seguendo una logica e andando per capitoli. Chi guarda da fuori non ne sa niente: un portfolio chiaro e ordinato è come aprire un cassetto per volta, un portfolio confusionario è come entrare in una stanza e non sapere dove posare gli occhi.

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Come sentirmi soddisfatto dei miei risultati?

Penso che potenzialmente in un progetto si potrebbe andare avanti all'infinito. Ma, a un certo punto, la professionalità fa sì che tu ti renda conto che hai fatto il massimo: rispetto alla richiesta, quella è la soluzione migliore. Poi il giallo più lime, più caldo, più scuro... Sarà una scelta dettata da come funziona meglio in stampa o sul supporto. A un certo punto, lavorare in team ed essere professionali vuol dire anche valutare quando bisogna fermarsi e sapersi fermare.

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Come risollevarsi da un fallimento?

Se ti capita che qualcosa vada storto, prima di tutto non pensare che sia colpa del collega o del cliente cattivo. Se hai la coscienza a posto puoi farlo tranquillamente, ma è molto più utile mettersi lì e cercare di capire il perché dell'insuccesso, da che cosa è stato causato. Analizza il fallimento come un problema, dove il gioco è risolverlo: dalla prossima volta lavorerai di più su quell'aspetto. Ti risollevi sempre, perché se sai di aver lavorato bene raramente è un fatto disastroso. Se invece inizi a saltare frequentemente le consegne o a lavorare con poco impegno senza credere davvero in ciò che fai... Allora sì, può capitare di dover affrontare un fallimento più grande.

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Un consiglio per i giovani designer?

Il nostro è un lavoro stupendo e spesso è più di una passione. Magari c'è una predisposizione alla base ma bisogna comunque lavorarci molto per diventare creativi quasi "a comando". Come tutti i lavori, ci saranno scadenze, grane e volte in cui non potrete esprimervi come un libero artista sulla scogliera... Ma è un lavoro meraviglioso, non arrendetevi!

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