Primo lavoro

Come devo scrivere il curriculum?

Istruzioni per l'uso.

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Non lo scrivere il curriculum. Oggi è molto più semplice ed efficace mostrare il proprio valore con progetti personali o grazie alla presenza digitale. Usa molto bene LinkedIn, soprattutto se vuoi entrare nel mercato del digital. Mostrami in cosa potresti portare valore. Con i curriculum tradizionali non riuscirai a distinguerti.

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Lavoro molto sul tema curriculum, insegno alla scuola Holden e con i ragazzi ci lavoriamo moltissimo. Credo che un domani non servirà più, almeno non quello in formato europeo, a meno che non venga richiesto. Consiglio un semplice curriculum in formato libero, che salvaguardi molto la leggibilità e la facilità di trovare le informazioni, che devono essere brevi e quelle fondamentali. Credo invece molto nella parte di accompagnamento del curriculum, che può essere l'e-mail o il testo da inserire quando compili un form di contatto. È la parte importante, l'unica parte decisiva di un curriculum. Tutte le energie devono essere spese per costruirti quelle dieci frasi che parlino di quello che sei oltre a quello che vuoi fare. Sono le parti fondamentali dove devi raccontarti, usare un po' di linguaggio narrativo, dare il profumo di quello che sei. Perché cos'hai studiato o le competenze che hai si possono andare a verificare sul curriculum, ma cosa sei e chi sei, no. È questa la parte che invoglia le persone a chiamarti per un colloquio.

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Il curriculum deve rispecchiare il tipo di lavoro per cui ti proponi. Se vuoi lavorare in un'agenzia web o di comunicazione, anche la formattazione grafica è importante. Io escludo a priori chi mi invia il curriculum in Word, perché siamo una web agency e il minimo che puoi fare, se vuoi lavorare in questo settore, è inviarmi un curriculum in PDF. In secondo luogo una buona formattazione grafica mi dà l'idea che tu abbia speso del tempo per la tua presentazione e che quindi tu sia una persona che cura i dettagli. Mi dai anche la possibilità di essere più veloce nella lettura, mi faciliti il lavoro di selezione e questo mi fa piacere e mi fa pensare che tu abbia questa attenzione anche nel tuo lavoro. Non devi essere prolisso nella scrittura, perché c'è poco tempo di leggere i curriculum – almeno nel caso della mia agenzia che è piccola, siamo solo in dieci e non possiamo leggere proprio tutto. È meglio essere brevi, concisi e andare dritti al punto.

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E perché dovrei scriverlo, il curriculum? Credo che avere una presenza in rete – una presenza professionale, intendo – sia più importante per iniziare. A quel punto il curriculum viene fuori da solo. Mostra i tuoi lavori, le tue riflessioni: hai accesso al mondo, fai vedere che ti sai muovere.

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Secondo me il curriculum in sé non è importante, perché non riesce a dare minimamente una definizione precisa della persona che si sta candidando. Odio il formato europeo e un buon curriculum dev'essere corto, al massimo un paio di pagine. Soprattutto dovrebbe essere accompagnato da un'ottima e-mail di presentazione. Chi manda il curriculum scrivendo solo "Buongiorno, in allegato il mio curriculum. Resto a disposizione", rappresenta la morte nera della ricerca di lavoro.

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Il curriculum è sicuramente importante perché è un modo molto sintetico per presentarsi, utile soprattutto a chi ne riceve tanti e non ha sempre il tempo di approfondire. Sicuramente è una cosa da fare, e da fare bene. È importante mettere le proprie esperienze – non tutto quello che hai fatto nella vita ma le cose che ritieni più significative in funzione del lavoro che stai cercando. Spesso guardo anche le altre esperienze, non soltanto quelle vicine al tipo di lavoro per cui ti candidi. Ad esempio una persona che gioca in una squadra per me vuol dire che ha una certa capacità di inserirsi in team, rispetto ad altri che fanno attività più solitarie. Quindi a seconda di quello che sto cercando vado a vedere quelle che sono le attitudini, gli hobby, le attività extra-lavorative. Anche queste esperienze ci danno un sacco di informazioni sul candidato.

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Spesso il curriculum viene inviato senza stare molto a guardare a chi lo si sta mandando, non viene fatta una ricerca effettiva sul destinatario. E in quel caso l'azienda, o anche il piccolo studio, ti scarta automaticamente perché capisce che stai inviando il curriculum a tappeto senza una logica precisa. Invece è molto più efficace, quando si manda il curriculum, avere una strategia e selezionare dei lavori che possono interessare quell'azienda nello specifico.

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Il curriculum dovrebbe essere di una pagina, massimo fronte-retro, possibilmente anche solo fronte (però dipende anche dal numero di esperienze professionali che uno ha). A livello di informazioni, devono esserci quelle di base più una descrizione personale extra. Come designer mi aspetto che il layout scelto per il curriculum sia personale e non scaricato dal sito dell'Unione Europea.

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Questa mattina ho fatto un colloquio a un ragazzo uscito dallo IED e gli ho confessato che dal mio punto di vista i colloqui sono una truffa. Nel senso che c'è un candidato che si spaccia per più di quel che è, e un'azienda che chiede di più di ciò che gli serve. E quindi come devo scrivere un curriculum? Cercherei di tenerlo aggiornato e di far emergere le cose interessanti per la posizione a cui sto aspirando – e quindi non qualunque cosa tu abbia fatto nella vita, perché per più di 30 secondi non lo guarderò il curriculum. Comunque non più di una pagina. Cercherei di evitare come la peste qualunque tipo di refuso o errore, perché se porti una cosa sciatta niente mi farà togliere dalla testa che sarai sciatto anche sul lavoro. Inoltre io dico un grossissimo NO ai curriculum europei, perché poi sono tutti uguali e non me ne ricordo neanche uno. Ah, e anche un'altra cosa. Dico NO ai grafici a torta o a barre che dicono che conosci al 95% Illustrator e al 12% Photoshop.

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A noi arrivano curricula relativi alla progettazione grafica e incredibilmente li riceviamo senza portfolio 9 volte su 10, nemmeno un link a Behance o altro. Non si può inviare il curriculum di un creativo senza un portfolio. Capisco che sia una norma scrivere il livello della propria conoscenza di Illustrator/InDesign/Photoshop o dell'inglese... Però poi, francamente, quello che guardiamo è ciò che sai fare veramente.

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Non ritengo che il curriculum sia uno strumento necessario, è molto meglio un buon portfolio (se sei alla prima esperienza, anche costruito durante gli studi).

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Il curriculum è un elemento importante, anche per chi lo scrive. Avere un buon curriculum dà sicurezza e ti fa sentire pronto per partire. Quando ne leggo uno non mi impressiona molto l'università fatta ma piuttosto se nel frattempo – o in seguito – sono stati approfonditi dei temi. E poi mi piace tanto leggere le passioni e gli interessi. Apprezzo che questa parte sia raccontata e, se non lo è, cerco di approfondire. Anche perché spesso è da lì che si capisce se una persona è attiva, brillante, e se può dare un contributo positivo all'azienda.

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Avere un curriculum è molto importante, soprattutto per chi fa un mestiere legato alla progettazione. Come costruirlo è un tema che va progettato. Non è molto importante che il curriculum sia appariscente, è importante la storia che c'è su quel pezzo di carta. Dico "pezzo di carta" perché un curriculum che supera le due pagine nasconde dell'aria fritta. Quando mi capita tra le mani il curriculum di qualcuno, la prima cosa che guardo è la coerenza del suo percorso. È davvero interessato a quello che fa o farcisce il curriculum di cose per sorprendermi? Quali sono le sue reali competenze? E soprattutto, qual è la domanda profonda che lo spinge a fare questo mestiere? Questo deve trasparire già dal curriculum e dai primi minuti del colloquio. Se non ci si concentra su questo aspetto fondamentale si rischia di essere uno dei tanti. Qual è il valore che questa persona può portare? E non dico in termini economici. Quando leggo un curriculum cerco di capire se ci sia un cervello che può aiutarmi a collaborare. Qual è il valore del progettista? Indipendentemente dalla sua "seniority".

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Il curriculum è importante, nella mia esperienza l'hanno guardato tutti attentamente. Una cosa importante che ho imparato è scriverlo al contrario, partendo dall'esperienza più recente a quella più vecchia.

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Non credo sia importante avere un attestato che dica che tu sai fare qualcosa. Siamo cresciuti in un momento storico dove tutti studiano, tutti studiano troppo. Fortunatamente il nostro ambito – dico in generale comunicazione visiva e prodotti digitali – è un mondo che si basa molto sulle competenze acquisite grazie alle esperienze che hai fatto. Quindi il curriculum e ancora di più il portfolio sono il dipinto delle tue abilità, non solo quello che fai ma come lo fai. Le tematiche che ti interessano sono aspetti importanti per valutare uno junior ad esempio. Quindi le esperienze professionali che hai fatto o, se non ne hai, i concorsi a cui hai partecipato per esempio. Fondamentalmente valuto la tua intraprendenza, se esci dall'università e hai la pagina bianca per me significa che sei una persona poco intraprendente. Se hai partecipato a concorsi o altro, dimostra che eri interessato a qualcosa e vuol dire che hai la fiammella dello sbattimento – che è quella che ti permetterà di crescere.

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Il curriculum è ancora uno strumento fondamentale, visivamente dev'essere leggibile nel minor tempo possibile (recentemente ne abbiamo ricevuti 220 per una posizione da copywriter, che sono tantissimi). Non usate il formato europeo, nonostante qualche scuola pensi ancora che sia sensato: non ha nessun orientamento visivo, non ha una gerarchia dei contenuti e quindi è il più lungo da leggere. Concentratelo in una pagina sola, non in più pagine: tendenzialmente se arrivate dall'università non avete tante cose da dire, non raccontate cose inutili. Solo le informazioni fondamentali: come parlate inglese, qual è stato il vostro percorso di studi. Mettete una timeline degli ultimi dieci anni della vostra vita, dal liceo a dove siete oggi, e assicuratevi che non ci siano troppi buchi. Se ci sono due anni di vuoto, ti chiederò che cos'hai fatto in quei due anni. Che può essere: "Ok, ho capito che la mia vita non era quello che stavo studiando e ho cambiato totalmente strada", ci sta ma è da dire, un vuoto nel curriculum è qualcosa che poi si nota. Poche informazioni, dirette, in una pagina sola.

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Come esperienza personale, io un curriculum non l'ho mai fatto, perché nei lavori creativi e soprattutto nell'ambito dell'illustrazione e dell'animazione, per me è più importante vedere quello che sai fare piuttosto che quali studi hai fatto, ecc. Sicuramente il curriculum può darmi un'idea della taratura mentale, perché se uno ha fatto lo IED, o se ha fatto il CSC o altre scuole, capisco qual è l'impronta mentale, però per me è più importante il portfolio che il curriculum.

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È importante il portfolio. Il curriculum è obsoleto nel nostro campo, ci dev'essere se te lo chiedono... Ma quello che non può mancare è il portfolio. Il consiglio che do è di selezionare pochi progetti, curati bene, che esprimano le tue potenzialità e attitudini. Non è importante quanti progetti mostri ma è importante che siano rappresentativi. Non bisogna far vedere la quantità ma le capacità.

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