Competenze

Come si diventa bravi nel proprio lavoro?

Ma bravi bravi.

13 risposte

Oggi tenersi informati è importante. Bisogna essere costantemente aggiornati sia sul lavoro dei colleghi (nel mio caso altri product designer), sia sulle innovazioni nel mondo della scienza, delle nuove tecnologie e delle scoperte ingegneristiche. Inoltre è assolutamente importante studiare la Storia, a volte alle fiere di settore vedo designer che pensano di aver scoperto l'acqua calda quando magari, in realtà, sono cose che facevano già negli anni '70. Rimanere aggiornati e al passo coi tempi, senza dimenticare la Storia, è una delle cose più importanti da fare.

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Si diventa bravi formandosi di continuo. La formazione può essere affrontata individualmente in qualsiasi momento, grazie a internet abbiamo la possibilità di imparare qualcosa di nuovo ogni giorno.

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Si diventa bravi sbagliando e poi formandosi di continuo. Il mondo del lavoro cambia con una velocità di cui non riesci a renderti conto, cambia il mercato, si evolvono i social network e i software. Rispetto ai primi anni della mia attività, che mi sembrava di andare a velocità di crociera, adesso è un costante saliscendi e bisogna formarsi di continuo!

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Si diventa bravi innanzitutto seguendo quello per cui ci si sente coinvolti, a livello viscerale. Lo faccio per avere lo status di designer, vestirmi in modo stravagante ed essere distinto tra la folla? Beh, durerò poco. Se lo faccio perché è quello che mi sprona e mi dà la forza anche per superare giornate di merda, pensando "Domani continuerò", allora va bene. Bisogna proprio pensare un po' a questo: cosa ti muove davvero? Se hai giusti valori alla base, andrai con piacere, se non hai quei valori no.

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Si diventa bravi lavorando, studiando da soli, leggendo senza tregua, in ogni possibile momento libero.

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Diventare bravi per me vuol dire essere sempre curiosi, essere mossi da tanta passione, continuare a leggere. Leggere è fondamentale, abbiamo la fortuna o sfortuna che oltreoceano, oltremanica, spesso fanno studi più avanzati sul Design perché come disciplina si è affermato prima che nel nostro Paese. È importante vedere come evolve la nostra materia attraverso gli studi e le ricerche che arrivano da Stati Uniti, Inghilterra, Nord Europa. È importante perché le basi sono sempre quelle, però con le nuove tecnologie i confini sono sempre più labili e c'è una commistione tra prodotto fisico, prodotto digitale, servizio. Cerco sempre di frequentare anche eventi, nel limite del possibile, almeno le grandi conferenze. In Italia c'è Architecta che organizza diversi eventi, cerco di seguirli anche perché è un'occasione per confrontarsi con altri professionisti. Quindi si diventa bravi se si continua a essere curiosi e ci si contamina con altre discipline. Poi, posso dire di essere diventato bravo se riesco davvero a coinvolgere nel mio progetto sia gli stakeholder da un lato, sia gli utenti dall'altro, lavorando insieme per un fine comune.

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Per diventare bravi nel proprio lavoro bisogna essere appassionati, umili e capaci di ascoltare.

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È difficile trovare costantemente soddisfazione in quello che si fa. Magari non tutti i clienti hanno bisogno di un lavoro fatto esattamente secondo i nostri standard di qualità. A qualcuno basta anche qualcosa di meno, che gli costi meno, e allora storciamo il naso pensando: "Cavoli, vorrei fare una cosa più figa però non ho il budget". Se non c'è la possibilità economica l'entità del progetto sarà ridotta, ma devo accettarlo anche se non è esattamente come vorrei che fosse. Conosco molti che, se il progetto non dà loro la possibilità di esprimersi con il massimo grado di qualità, piuttosto non lo fanno. Però io penso che essere bravi nel proprio lavoro voglia dire anche sapersi adattare alle esigenze del cliente, a fin di bene, per sé stessi. Perché significa che riesci a fare una cosa magari qualitativamente più bassa ma che comunque soddisfa il cliente e anche lo studio, perché intanto hai portato a casa un lavoro. Invece ostinarsi a mantenere una qualità esagerata, solo per soddisfare sé stessi... Poi si finisce o a dover chiudere lavori che diventano infiniti, o ad avere troppo poco budget: in ogni caso con un'insoddisfazione da qualche altra parte. Dove possibile, bisogna riuscire a cogliere il buono da tutto.

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Si diventa bravi con tenacia, voglia di crescere e di confrontarsi, umiltà, ispirazione, botte di culo, incontrando persone. Io ho avuto la fortuna di aver incontrato persone in gamba che hanno ricoperto ruoli junior, senior, come mentori e guide spirituali, anche a livello personale.

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È molto importante continuare a formarsi, avere interessi e perseguirli. Per diventare bravi non è assolutamente detto che sia necessario passare da una scuola, anzi, per alcune figure – illustratori, animatori – è molto difficile che ci siano scuole che lo insegnino bene, è un percorso molto personale. Però se ci si appassiona a un determinato settore, bisogna proseguire e non fermarsi, continuare a provare, pubblicare online e vedere che riscontro ha, e ogni volta fare di meglio. Poi succede sempre che si guarda indietro e le cose fatte due anni prima sembrano terribili, ed è giusto così, perché appunto stai facendo un percorso. Non si diventa bravi dall'oggi al domani, ci va tanta fatica, è sempre un percorso in divenire e – SPOILER – non ti sentirai mai bravo. Anche quelli bravi bravi non si sentono bravi, perché c'è sempre qualcuno più in alto a cui mirare.

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Si diventa bravi studiando e lavorando, lavorando e studiando. Nel mio caso ho imparato tantissimo dai workshop. Ce n’è stato uno, nello specifico, che ha cambiato totalmente il mio modo di lavorare e probabilmente non sarei andato a fare un master in Type Design se non avessi fatto quel corso. È importante conoscere realtà diverse, gli stimoli più interessanti sono quelli che arrivano mischiando diverse discipline e conoscendo i mondi professionali che entrano in contatto con il tuo. Ricavati una nicchia e impara a conoscerla come le tue tasche.

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Sicuramente è importante aver fatto una scuola specifica di progettazione. Non si può partire dal nulla, è importante che la scuola ti insegni una disciplina per poi poterla applicare. Poi si diventa bravi guardandosi in giro e provando. È in questo modo che capisci davvero cosa ti piace e cosa no, perché prima di iniziare a metterlo in pratica non sai davvero cosa significhi. Magari ti piace l'idea che hai di una disciplina... Ma prima prova a fare quel lavoro, poi decidi se ti piace. È una cosa molto diversa.

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Noi facciamo un progetto personale all'anno. Quando ero freelance ogni volta che avevo un momento libero sperimentavo, per imparare nuove tecniche. Lo sperimentare è essenziale. Provare cose nuove in continuazione. Tanto di momenti morti, quando sei freelance, ce ne sono. Quando sei dipendente è un pochino più difficile, devi aver fortuna di essere in una struttura dove ti permettono di sperimentare e dedicare uno spazio a quello. Noi ad esempio diciamo sempre ai nostri dipendenti di dirci se vogliono fare dei corsi, che se servono allo studio li paghiamo ben volentieri.

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