Il cliente

Come si trovano i clienti?

Quelli buoni.

10 risposte

All'inizio della mia carriera, dieci anni fa, i primi clienti sono riuscito a coinvolgerli grazie al mio blog personale Julius Design nel quale condivido chi sono, cosa faccio e cosa posso fare per il business di un potenziale cliente (aziende, agenzie, piccole e medie imprese). Oggi, grazie anche ai social media, sono riuscito a creare un personal brand capace di attirare potenziali collaboratori e clienti.

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I clienti buoni si trovano avendo mooolta pazienza nel portare avanti la propria strategia di personal branding sul web, attraverso la creazione di contenuti pensati per i "clienti interessanti" a cui miri. Presenziare agli eventi di settore è un altro importante mezzo per stringere relazioni reali, complementari a quelle online, e ottenere nuovi lavori.

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La rete che ti crei porta clienti e poi, piano piano, arrivano anche i clienti che ti assomigliano. Non c'è un vero e proprio modo per farsi conoscere, bisogna lavorare sodo e mettere in mostra il lavoro che sai fare. Conta ancora tanto il passaparola, perché se lavori bene per un'azienda, la voce gira. È giusto conoscere le persone online, però bisogna farlo anche nella vita reale: vai ai convegni di settore, ascolta, presentati e parla. Cercarsi i clienti è un lavoro e mantenerseli è ancora un altro tipo di lavoro!

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All'inizio della mia attività, per trovare i primi clienti sono andata a pescare tra amici e amici di amici, invitando chi mi conosceva a diffondere la notizia che facevamo corsi di formazione. Dopodiché abbiamo lavorato bene, i corsi sono piaciuti ed è così che si è creato lo zoccolo duro di quei clienti che ritornano perché si sono trovati bene. Il cliente affezionato è la cosa più preziosa che hai, perché genera il passaparola che ti fa trovare nuovi clienti. Se lavori bene le persone parleranno bene di te, sia online che dal vivo.

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Se sapessi come si trovano i clienti... Sarei milionario :) I clienti buoni si trovano attraverso il passaparola: le persone parlano bene di te e quindi consigliano la tua attività professionale ad altri. Nel nostro lavoro il passaparola è una delle risorse migliori in assoluto. Il modo migliore è che gli altri parlino bene di te e ti consiglino a potenziali clienti. È così che si trovano i clienti migliori, non mettendo annunci o facendo advertising.

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I clienti sono tutti buoni: non ci sono clienti buoni e clienti cattivi. Sta a te riuscire trasformare un cliente in un "clientone". All'inizio collaboravo con piccolissime imprese, perché erano il mio possibile target (eravamo in due e non potevamo fare nient'altro che questo). Successivamente, esprimendo quello che sapevamo fare e mostrandoci anche un po' per quello che non eravamo, siamo riusciti a trovare clienti un po' più grandi che ci hanno dato possibilità di visibilità maggiori.

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All'inizio si lavora per tutti coloro che ti danno l'opportunità di farlo. Poi, pian piano e senza discriminazioni, cominci a seguire o cercare le affinità.

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All'inizio quando sono uscito dalla scuola ho pubblicato online i miei lavori e ho continuato a fare lavori personali che mi permettessero di avere un portfolio sempre più ricco, e ben fatto. Ho iniziato a lavorare come freelance in vari posti e a poco a poco, per fortuna, ho lavorato su progetti per clienti grossi. Se lavori bene, fai prodotti ben fatti che vengono pubblicati e raccontati bene, molto probabilmente avranno un eco sia nel mercato del cliente sia nel tuo. È molto importante ottenere features su Behance o Staff Picks su Vimeo, perché aiutano ad aumentare la tua visibilità. È importante che anche il piccolino ti veda, perché poi magari lui lavora in agenzia, lo fa vedere al creative director, ecc. Però effettivamente è un po' vivere aspettando, è molto importante ma non hai la certezza che arrivino i lavori. Un altro modo è partecipare a eventi, girare negli ambienti affini (ad esempio il Festival OFF a Barcellona, il DDD a Milano, i Graphic Days a Torino). Se sei in una città nuova e ci sono degli studi che ti piacciono molto, contattali e vai a trovarli – prendi mi raccomando sempre appuntamento, mai presentarsi all'improvviso – conoscili e non si sa mai che possano nascere delle cose.

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Nell'azienda in cui lavoro non faccio più la parte commerciale, ci sono persone dedicate a questo ruolo. Però nella mia esperienza in aziende e agenzie più piccole ho affiancato spesso il commerciale in fase di prevendita. Ci sono diverse strade, nell'ambito pubblico c'è chi partecipa a gare, non è semplicissimo perché bisogna avere degli accrediti ed essere a un certo livello. Nel caso di un freelance si può scrivere all'art director o al responsabile creativo e proporsi per collaborazioni occasionali. O si può presentare la propria proposta a un'azienda scrivendo un'e-mail al responsabile marketing. Si può tranquillamente fare, come si manda una candidatura per un'assunzione. Se sono un freelance, trovare clienti buoni sta anche un po' nel saperli scegliere bene e saper dire di no. Se mi stanno chiedendo di svendere il lavoro o se penso non ci siano i presupposti per una collaborazione sana, ecco, evitiamo, questi non sono buoni clienti. Il networking aiuta tantissimo. Evitare queste situazioni, questi progetti fallimentari già in partenza, è fondamentale soprattutto all'inizio perché i nostri primi clienti diventano i primi canali di passaparola nei confronti di altri clienti.

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Noi siamo stati baciati dalla fortuna, negli anni abbiamo vissuto quasi sempre di passaparola – un cliente che ha parlato di noi a un altro cliente. Ci è capitato anche di ricevere diverse chiamate dal nulla, magari partite da un articolo del nostro blog o dopo aver invitato qualcuno a partecipare a un nostro evento o progetto personale. I clienti più grandi sono poi arrivati con il tempo, sia dal passaparola che da lavori in team più ampi.

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