Primo lavoro

Cosa succede dopo l'università?

Ok, ho una laurea. E adesso?

12 risposte

Quando mi sono laureato allo IED, personalmente non mi sono posto il problema del "dopo" perché mentre studiavo portavo già avanti piccoli lavori da freelance. Quando ho concluso il percorso di studi ero già saturo di lavoro! Nel primo studio in cui ho lavorato come stagista, portavo già i miei lavori e ne subappaltavo alcuni che per me erano troppo complessi da organizzare. Ho affrontato subito la paura, per evitare di dire: "Ho finito gli studi. E adesso?".

13 grazie

La domanda da porsi è cosa succede PRIMA, della laurea: secondo me bisogna cominciare a mettere il piede in acqua anche prima di finire l'università. A volte anche – sì – con lavori poco o non pagati, o iniziative non profit. Non c'è più questo spartiacque studio/lavoro: tutti i maggiori talenti che ho visto uscire dall'università avevano già iniziato durante gli studi a provare, testare, farsi avanti.

10 grazie

Il mio è un caso molto fortunato: finiti gli studi ho fatto un master e uno dei docenti mi ha chiesto di lavorare con lui. Non sono stato neppure un giorno senza lavoro, ma la considero una grande fortuna. Finita l'università bisogna muoversi, conoscere e proporsi. Non solo mandare il curriculum in giro, ma anche frequentare quei luoghi dove si trovano i professionisti che fanno il lavoro che vorresti fare tu. Non aspettare la fine del percorso di studi per farlo... Gioca d'anticipo!

5 grazie

Per entrare nel mondo del lavoro il mio consiglio è di non aspettare di avere una laurea. Per fare le prime esperienze può essere importante partecipare per esempio a concorsi di settore.

4 grazie

A chi si approccia al mondo del lavoro direi che, da un lato, bisogna avere le idee chiare su cosa vorreste fare e in quale tipo di azienda. Evitate di mandare curricula a tappeto ma concentratevi su ciò che vi interessa di più – per poi magari ampliare un pochino se le risposte non sono molte o non sono soddisfacenti. Però dalla mia esperienza dico di non spaventarsi se a un certo punto decidete di cambiare idea: si può fare! Io sono laureata in Scienze Politiche, quindi il mio primo lavoro, in realtà, è stato prepararmi per un concorso pubblico. Era la mia aspirazione, quello per cui mi ero specializzata. Ho fatto il concorso e l’ho superato, con grande soddisfazione. È stata un'ottima esperienza per vedere il mondo della Pubblica Amministrazione e per realizzare che non era, forse, quello che mi aspettavo. Avevo quest'ideale di fare qualcosa per le persone, che avesse uno scopo, un fine sociale, e a quel punto mi sono dovuta interrogare per capire cosa fare. Avevo una passione fortissima per il web, avevo studiato da autodidatta, quindi non avevo un documento, una certificazione. Comunque ho detto: "Proviamoci!", perché stimolava la mia curiosità e il cuore batteva in quella direzione. Ho iniziato a preparare un curriculum e ho avuto la fortuna di trovare qualcuno che ha voluto credere in me e nelle mie competenze. Quindi per selezionare le opportunità sarebbe bene avere le idee chiare, anche quando si cambia strada.

1 grazie

Appena ho finito l'università ho trovato lavoro praticamente subito perché, ancora prima di laurearmi, mi hanno offerto un posto da ricercatore borsista al Politecnico di Torino. Quindi è stato abbastanza semplice, il primo vero colloquio l'ho fatto dopo circa due anni dalla laurea.

1 grazie

Dopo la laurea io, ad esempio, ho cercato lavoro tra i diversi studi di Torino che più stimavo. Uno di questi stava cercando una persona con le mie caratteristiche, ho fatto un colloquio e mi hanno preso quasi subito. A posteriori mi rendo conto di essere stato molto fortunato. Intanto però continuavo a collaborare con Archivio Tipografico tutti i weekend. Continuare i progetti personali dopo gli studi penso sia essenziale ed è quello che definisce la tua vera personalità di progettista.

1 grazie

Il "dopo la laurea" per me non c'è stato, perché non mi sono laureato. Ho cominciato a trovare lavoro un po' per caso tramite contatti personali. Erano alcuni anni che smanettavo al computer e ho cominciato a fare prima il grafico, poi il designer, poi l'UX designer, guardando quello che facevano gli altri e cercando di farlo meglio – non riuscendoci ma cercando, questo sì. All'epoca c'era ancora il militare, io ho fatto il servizio civile sostitutivo e lì facevo "quello che fa cose con il computer". Da lì ho iniziato a fare i primi siti. Poi grazie a contatti personali ho trovato lavoro come web master all'università e alla fine, in un modo del tutto rocambolesco, dopo aver fatto tre colloqui, ho trovato il primo vero lavoro e sono diventato consulente per l'accessibilità e il design al Poligrafico dello Stato (alla Zecca). Ho cambiato due lavori e poi sono diventato imprenditore – e quindi mi sono messo il cappio al collo da solo, diciamo. Però anche l'altro lavoro (era per una start-up parigina) è arrivato per relazioni personali, tramite persone che conoscevano persone che stavano cercando gente in gamba. Per qualche ragione hanno segnalato me... Ed è successo così.

1 grazie

Sono sempre stato determinato a trovare il lavoro che mi piaceva. Dopo l'università sono stato chiamato come modellatore per fare i render delle sorpresine Kinder. Ho fatto esplodere il computer. Ero scarsissimo, ma volevo assolutamente fare quel lavoro. Mi sono accollato il rischio di fare un casino e ho colto l'opportunità di dedicare il mio tempo, pagato, per imparare a fare un lavoro.

0 grazie

Nel mio particolare caso, quando mi sono laureato, quello della motion graphics in Italia era un mercato che stava nascendo. Quello che avevo studiato era molto generico e quindi ho dovuto imparare tutto da solo (non esisteva ancora YouTube), guardando le cose e cercando di capire come le facevano. È stato un pro e un contro, c'era pochissima gente che lo faceva in Italia, io sapevo cosa volevo fare e ho cercato di impormi sul mercato per farlo nel miglior modo possibile. Quindi ho cominciato a lavorare come freelance, non erano tanti lavori e come tutti ho iniziato a ritenuta d'acconto/contratto a progetto. Però la mia idea è sempre stata comunque di non essere dipendente da nessuno. Una cosa fondamentale da fare prima di aprire uno studio, è fare esperienza. Perché fai network e infatti nel mio caso è servito tanto. Quindi per me, subito dopo gli studi, è fondamentale questo step.

0 grazie

Dopo la laurea ho provato a intraprendere un percorso di dottorato che poi ho abbandonato perché già allora mi piaceva molto di più la parte pratica del nostro lavoro. Quindi ho iniziato da subito a guardarmi in giro per capire che cosa volevo fare. Nel nostro campo c'è un po' una distinzione tra "vado a lavorare da qualcuno" o "mi tiro su le maniche e ci provo". Io ho scelto la seconda strada. Un po' per propensione e un po' perché non volevo stare ferma. Provi a trovare e a crearti dei contatti, da coltivare nel tempo. Per quanto possa essere piccolo, dal primo lavoro ne nascono poi altri, se quello che fai piace e se sei portato per un'attività di questo tipo.

0 grazie

Io non ho la laurea, ho fatto lettere moderne per alcuni anni e quando sono entrato nel mondo del lavoro avevo in mano un diploma di liceo classico e nient'altro. Ho lavorato in un call center, ho fatto il pony express, consegnavo le pizze... Finché non sono finito a fare l'uomo delle pulizie in ufficio e quel lavoro è stato quello che ha cambiato il senso della mia storia. Perché andavo di notte a lavorare in questo ufficio, non c'era nessuno ma c'era un computer. L'ho acceso per curiosità e da lì ho iniziato a smanettarci. Siccome ho sempre disegnato per conto mio, vedevo in quel computer la possibilità di inventarmi una professione da grafico.

0 grazie