In proprio

Meglio soli... o ben accompagnati?

Ma poi se non funziona perdo anche un amico?

9 risposte

Da solo potrai arrivare fino a un certo punto, se vuoi andare lontano avrai bisogno di altre persone: circondati di collaboratori fidati e di valore.

7 grazie

Entrambe le soluzioni hanno dei pregi e dei difetti. Lavorare da soli è difficile, perché tutta la responsabilità ce l'hai tu e se non dedichi la tua vita al lavoro è difficile farcela. Lavorare in team è molto bello, perché sei più motivato. Però quando sei in disaccordo su qualcosa, devi essere in grado di convincere la tua socia senza creare problemi. Ci vuole tanta empatia!

6 grazie

Da designer è sempre meglio essere ben accompagnati, un progettista da solo è come una mano con un dito solo... Serve a poco. Aumentare il numero di teste aumenta la complessità, e la complessità dà vita a progetti più completi.

3 grazie

Sono un libero professionista ma lavoro con un network di persone. Anche quando si lavora in proprio è meglio essere ben accompagnati, anche se è statisticamente raro. Quindi metti in conto un po' di dissidi... Sempre.

2 grazie

Sono convinto che i lavori creativi vadano fatti in team. "One man show" non esiste, dovresti essere un genio per fare un lavoro creativo da solo, perché il lavoro creativo richiede puntualmente il confronto con altre teste. Molto meglio ben accompagnati, lavorare da soli è più complicato e si rischia di essere autoreferenziali.

1 grazie

Avere un socio in affari ovviamente complica la gestione perché bisogna, a volte, mediare e negoziare. Anche se ci si conosce da tanto tempo e si decide di lavorare insieme... L'amicizia è una cosa, il lavoro un'altra. È importante lavorare con qualcuno di cui si ha piena fiducia e questo dev'essere reciproco. È un vantaggio perché, tra tutte le cose da fare, vuol dire distribuire il lavoro e, in caso di bisogno, sopperire all'altro. Soli può sembrare apparentemente più semplice, perché faccio e gestisco tutto io. Però, per contro, ha i suoi svantaggi anche solo banalmente quando si è a casa ammalati, magari con una scadenza, e per un freelance la malattia non è retribuita. È un aspetto da tenere in considerazione. Mettersi con qualcuno può anche voler dire non direttamente un socio ma creare un network con un gruppo di collaboratori con competenze diverse.

1 grazie

Lavorare da soli, in team o con un socio sono scelte, non c'è giusto o sbagliato. Molte risposte le otteniamo fin dall'università, scoprendo se ci si trova bene nei lavori di gruppo ad esempio.

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È sempre meglio condividere gli onori e gli oneri, quindi sia i successi che le complicazioni. Inoltre in un gruppo puoi dedicarti alle cose in cui sei molto bravo, che tendenzialmente non saranno mai le stesse identiche cose di qualcun altro.

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Un socio è fondamentale – uno o più soci. Ognuno con le proprie differenze, capita magari di fare anche tante litigate, non si sarà mai d'accordo su alcune cose e più si va avanti, più è difficile, però è quello che riesce a spronarti. È un equilibrio, ci si motiva sempre uno con l'altro, poi magari uno ha torno e l'altro ragione ma un modo si trova sempre. Direi che è importante non essere da soli.

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