Primo lavoro

Quanto conta il voto di laurea?

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21 risposte

Zero! Per me il voto di laurea non conta assolutamente niente. All'università tanti come me si sono laureati con il massimo dei voti e oggi molti di quei "centodieci e lode" fanno i baristi, hanno un locale o comunque non fanno quello per cui hanno studiato.

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Penso che il voto di laurea conti davvero poco per trovare lavoro. Fossimo avvocati probabilmente conterebbe, ma per chi come me fa l'illustratore non credo faccia la differenza. Lavoro anche in diverse scuole e trovo che non sia tanto importante il voto degli esami ma piuttosto quanto riesci a carpire e imparare dai professionisti con cui entri in contatto. Avere curiosità vale dieci volte di più del voto di laurea.

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Per come la vedo io, una volta che finisci l'università – e quindi la parte più tecnica e teorica della tua formazione – e inizi con l'esperienza reale nel mondo del lavoro, il voto non conta nulla.

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Il voto di laurea può contare niente, poco, tanto. Dipende tutto dall'azienda in cui vuoi lavorare. Quelle più classiche e ingessate lo richiedono ad esempio, altre guardano solo le tue competenze e un pezzo di carta non cambia gli equilibri.

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Il voto di laurea conta, come conta l'università in cui ti laurei. In un mercato sovraffollato, le grandi aziende hanno spesso algoritmi automatici che sfoltiscono i curriculum sulla base del voto minimo. Ma non bisogna nemmeno disperarsi in caso contrario: c'è un mondo di opportunità anche fuori dalle grandi aziende, oggi.

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Gli estremi in alto e in basso sono di solito un po' strani: tendenzialmente troppo teorici e accademici i primi e troppo svogliati i secondi. Comunque, a meno che non si voglia fare ricerca accademica, il voto di laurea conta poco.

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A livello totalmente personale, per me il voto di laurea non conta niente. Considerando che non sono laureata, mentre cercavo lavoro per me non è contato nulla: ho fatto colloqui in grandi aziende e agenzie di comunicazione, mi hanno sempre trattata con serietà e non sono mai sembrata meno professionale perché non avevo la laurea.

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Un ottimo voto di laurea è certamente un bel biglietto da visita, ma nella mia esperienza contano altrettanto - se non di più - il tema della tesi e gli anni impiegati a laurearsi. Non vedo comunque una relazione matematica tra il 110 e lode e il successo assicurato ;)

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Il voto di laurea non conta tanto come numero in sé, conta più ciò che sta dietro. È vero però che, spesso, ciò che sta dietro va un po' di pari passo con il voto. Ovvio che non stiamo lì a guardare il 108 o il 110 e lode, si guardano le macro differenze. Però conta perché racconta qualcosa della persona, dà un'idea di quanto impegno ha messo nel percorso di studi e quindi ci si può aspettare che metterà un livello di impegno simile nel lavoro. Questa è una prima valutazione. Poi facciamo un lavoro che richiederà sempre formazione e apprendimento, a volte anche individuale, non solo formazione in azienda. Per cui anche vedere che una persona si appassiona allo studio, all'apprendere cose nuove, può essere indice di una predisposizione che nella nostra professione è richiesta.

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Penso che l'università, in generale, sia importante. Io non ho una laurea ed è una cosa di cui a volte ho sentito la mancanza a livello di consapevolezza, per non avere in qualche modo "sistematizzato" le cose che so. Però posso dire che oggi, nella mia disciplina, non sento di saperne meno di un laureato perché, da un lato, l'esperienza conta tantissimo e, dall'altro, non aver fatto l'università mi ha spronato a seguire diversi corsi. Quindi avere una laurea conta ma non penso sia una condizione sufficiente né necessaria per trovare lavoro. Però sicuramente aiuta ad avere quella consapevolezza e anche tranquillità nel presentarsi a un colloquio di lavoro.

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L'importanza del voto di laurea credo dipenda molto dall'ambito. Ci sono settori in cui è fondamentale per accedere o meno a concorsi e scuole di specialità. Altri in cui viene guardato come prima cosa in un curriculum. Altri ancora dove ha invece poco peso. Nella mia storia personale ho sempre cercato di ottenere buoni risultati all'università per ottenere il voto più alto possibile alla laurea: in parte per soddisfazione personale, in parte perché penso che sia sempre un asset in più da mettere sul tavolo quando ci si presenta. Tuttavia, non credo che un voto di laurea medio-basso sia necessariamente correlato a un rendimento basso nel mondo del lavoro: ci sono tanti altri fattori che determinano il successo di una persona.

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La carriera accademica è importante per te personalmente, ma nel nostro campo lavorativo non è determinante. Non arriveremo mai a uno spareggio dove scelgo uno piuttosto che un altro in base al voto di laurea. Proprio impossibile! Non mi è mai neanche passato per la testa.

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Nelle grandi aziende il voto di laurea ormai, purtroppo, conta tantissimo. Da noi in Ferrero se sei sotto il 105 neanche ti prendono in considerazione. Ancora meglio se hai un master. Stiamo parlando di certi tipi di lavoro, relativi al marketing, ma questo vale anche in Fiat. Ormai il 90% delle persone che entrano da noi ha un master, quindi il voto di laurea non basta neanche più. Quanto sia utile per trovare lavoro dipende, il master di più, se fai un buon master è un investimento che serve. In alternativa al buon master, tanti stage fatti in maniera intelligente, anche quelli possono essere molto interessanti. Forse per i lavori più tecnici valgono anche di più gli stage.

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Il voto di laurea conta in parte sì, in parte no. Non è importante la tesi che fai, mi spiace dirlo ma quella non la legge nessuno. Ci sono studenti che si fissano e perdono anni per fare una tesi particolare che, per carità, può essere fondamentale per una carriera universitaria, ma per lavorare in uno studio come il nostro no. Dal voto di laurea capisco se sei una persona che brilla, che eccelle in quello che fa, e se ti piaceva quella determinata cosa. Ci sono ruoli per cui serve una persona molto organizzata, per un Producer o una figura che necessita di un lato organizzativo forte, posso considerarlo perché dico: "Ok, probabilmente è una persona che si è sbattuta parecchio ed era organizzata già all'università". Se sto assumendo un animatore non mi interessa né di cos'ha fatto all'università, né di cos'ha preso, perché ha skills che tendenzialmente ha maturato fuori dall'ambito universitario. Da noi in studio abbiamo chi ha la laurea specialistica in ingegneria e chi non ha una laurea, neanche triennale. Ruoli diversi, necessità diverse: è normalissimo che sia così.

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Per me il voto di laurea non ha alcun valore per trovare lavoro, ciò che conta è ben altro. Probabilmente il voto di laurea ha un peso se cerchi lavoro in una grande azienda oppure all'estero.

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Secondo me il voto di laurea conta quasi zero, se dovessi selezionare qualcuno non mi verrebbe mai in mente di chiederlo. Immagino ci siano invece settori dove diventa più importante, per esempio nelle grandi aziende.

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Non penso che il voto di laurea sia importante, non è una cosa che guardo in un candidato. Se mai dovessi leggere un curriculum piuttosto che guardare un portfolio, il voto potrebbe darmi un'indicazione generale. Per me non è fondamentale, ma sicuramente un buon voto può aiutare.

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A meno che non sia estremamente negativo, direi che il voto di laurea non conta, anche se quando leggo un curriculum lo guardo sempre.

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Personalmente il voto di laurea non l'ho mai preso in considerazione, per quanto mi riguarda non è neanche importante fare un corso di laurea. Se una persona ha voglia di investire tempo ed energia, voglia di sbattersi e mettersi in gioco per apprendere da autodidatta questo mestiere, probabilmente avrà queste energie anche nel lavoro. Ed è quello che conta.

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A livello pratico, il voto di laurea penso che non conti niente; detto questo, è però sempre un bel biglietto da visita. Non nego che se si presenta un 110 e lode, parti con una certa idea e aspettativa... Però non è il punto in più o in meno. È sempre l'impegno che ci metti nelle cose.

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Penso che durante l'università si esercita l'organizzazione di se stessi, quindi un buon voto di laurea può significare che sei ben organizzato e che riesci ad andare in profondità. Però diciamo la verità, per come è organizzata l'università oggi, avere buoni voti significa che uno ha seguito la via per ottenerli, che non è necessariamente la via che ti porta al successo nella vita reale. Quindi gli do un valore interessante ma non sostanziale.

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