Lavoro creativo

Un consiglio per i giovani designer?

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Segui i tuoi sogni!

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Cerca la tua serenità professionale, lavora dove ti senti felice, fai quello per cui vuoi creare valore. Non accontentarti mai, ma ambisci a diventare il meglio di te ogni giorno.

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Ho un tatuaggio sul braccio con una frase di Achille Castiglioni, che dice: "Se non siete curiosi lasciate perdere".

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Consiglio di essere curiosi e guardare di tutto: è incredibile quello che c'è in giro, la cosa più impensabile può portarti a fare un lavoro anche dopo anni. Tutte le persone che conosco che lavorano bene sono curiose come bambini: hanno sempre quello spirito di stupore e meraviglia nelle piccole cose. Dovresti sempre mantenere questo spirito, se lo perdi, fatti delle domande: è un problema.

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Imparate ad ascoltare voi stessi e chi ha da raccontare storie interessanti.

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Risolvete problemi.

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Il mio consiglio è di imparare in continuazione, perché le novità arrivano da qualsiasi fonte e i designer, in particolare, devono vivere nel mondo, leggere libri, guardare film, andare a fare il cammino di Santiago... Immergiti nel mondo, perché è il mondo che fornisce stimoli. Non aver paura di imparare e non aver paura di vivere, perché più ti trattieni dal vivere meno avrai risorse da usare nel tuo lavoro.

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Ai giovani designer dico di avere grande fiducia nelle proprie possibilità e di non essere negativi, perché non è vero che il mondo intorno è "brutto e cattivo e non mi capisce". Spesso abbiamo la tendenza a non uscire dal guscio ma bisogna mettere davanti la propria personalità, distinguersi dagli altri e uscire dal gregge... Sono cose che fanno la differenza.

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Viviamo in un mondo in cui la tecnica è diventata significante e significato della comunicazione. Questo ha portato alla produzione di una quantità smodata di contenuti tecnicamente perfetti e spesso del tutto vuoti di umanità. Le scuole di Design hanno proliferato sotto la falsa promessa di insegnare questo mestiere attraverso la conoscenza tecnica dei software, cancellando (secondo me per scarsa cultura) un fatto molto semplice: l’atto di comunicare è, alla base, un atto profondamente umano. Ai giovani designer quindi consiglierei di ripartire dalla letteratura, dalla filosofia, dalla musica, dall’arte in generale. Il mondo lì fuori è la sorgente.

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Un consiglio è mettersi sempre in discussione e non sentirsi mai arrivati. Mai. Anche quando uno ha avuto un grosso successo, non è mai arrivato. Avere sempre voglia di fare qualcos'altro, qualcosa di nuovo, anche di discipline completamente diverse, perché è l'unico modo per portarsi dentro uno sprazzo di freschezza che non diventi manierismo becero di cui nessuno sente il bisogno. Infine il consiglio forse più grande: le cose più ripetitive, da qui a cinque anni, non le faranno gli esseri umani, le faranno le macchine. E quindi se volete sopravvivere dal punto di vista lavorativo, dovete dare una ragione alle persone per tenervi al posto di un algoritmo che farà per voi il layout più efficace o la cosa più funzionale. Non serve saper fare questo. Serve avere la capacità di essere umani, e creativi sul serio. Perché le macchine sanno computare molto più velocemente di voi. Quindi rendetevi essenziali.
PS: Se vuoi fare il graphic designer e non hai ancora letto "Punto Linea Superficie" di Kandinsky, corri a leggerlo.

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Se avete davvero un'idea per la quale combattere, un progetto in cui credete, provateci finché avete l'età giusta per potervi assumere il rischio di dover ricominciare.

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Amate ciò che fate, appassionatevi alla vita, non perdetevi mai d'animo, siate sempre curiosi, cercate emozioni ed esperienze. Apritevi al mondo e alle persone: viaggiate in altri Paesi, è il modo migliore per raggiungere i vostri scopi.

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Non dimenticate di sognare e di seguire i vostri sogni.

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La tecnica è solo un mezzo. Ciò che davvero è importante in questo mestiere è avere una cultura, visiva ma non solo. Io vengo dal mondo della fotografia e ricordo che i fotografi più bravi erano quelli che non avevano necessariamente una competenza tecnica eccellente ma erano persone curiose, che leggevano libri, si informavano. Conoscevano non solo l'ambito fotografico ma anche molto altro: persone che avevano qualcosa da dire.

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Mantenete alta la curiosità e la voglia di imparare cose nuove. Non è una professione in cui puoi dire: "Ho imparato a fare questo mestiere e l'ho acquisito", è qualcosa che effettivamente richiede di essere sempre propensi a evolvere. Anche perché ci troviamo in contesti sempre nuovi, sempre diversi, a dover affrontare nuove sfide. Poi io ho questo pallino: bisogna leggere! Ho anche scritto un libro in italiano sul Design per invogliare più persone a studiare la nostra fantastica disciplina, perché capisco che in inglese sia un po' ostico per chi non è del settore.

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Un consiglio di vita generale. Spesso la società ci impone modelli molto alti e ambiziosi, che cerchiamo di ricalcare per non sembrare dei falliti o perché pensiamo che sia la strada per arrivare a un certo traguardo. Può essere stimolante ma è frustrante. Vedo che certe persone si accaniscono sulla cosa sbagliata, mentre penso che l'abilità sia individuare le cose che ti rendono effettivamente felice. Che possono essere l'ambiente di lavoro, le tematiche, la tipologia di lavoro, le persone con cui stai. Bisogna a un certo punto chiedersi: "Sei arrivato qui, sei contento?", sì, no. Se non sei contento puoi cambiare qualcosa? Se no, puoi cambiare strada? Questo lo dico anche in base alla mia esperienza. Ho fondato un piccolo studio (Boumaka), che è cresciuto in 8 anni di lavoro. A un certo punto è arrivato a una dimensione che non era quella che mi aspettavo. Ho iniziato a fare anche altro perché volevo iniziare a staccarmi, forse perché, un po' inconsapevolmente, sapevo che non stava andato nella direzione che volevo. È una cosa bella secondo me. Guardarsi indietro, capire se le scelte fatte sono giuste o se devi avere il coraggio di abbandonare un progetto, anche se ci lavori da 8 anni. Abbandonarlo non vuol dire litigare o rimanere da soli, non vuol dire che ti crolla tutto sotto i piedi. Immagino anche chi ha lavorato per anni in un'azienda e ha paura di lasciarla, o chi ha fatto l'illustratore per anni e decide di fare lo UX designer. Si può fare! Si possono chiudere dei capitoli, ci si può reinventare. Essere intraprendenti vuol dire anche questo.

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Dateci dentro!

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Impara sin da subito a non farti mettere i piedi in testa dal cliente "solo perché paga", e a far riconoscere e rispettare le tue competenze e capacità.

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Non permettere che dicano che i giovani sono sfigati, perché non lo sono affatto. Non credere a quelli che ti dicono che il futuro non è più quello di una volta. E anzi meno male, perché è sicuramente migliore di quello di una volta!

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Quando esci dall'università, pensi che il mondo sia una scatola di biscotti dove puoi pescare cosa vuoi: "Ho finito, mi sono fatto il mazzo, ora posso pescare". In realtà non è proprio così ma bisogna viverla così. Il consiglio è di non sedersi mai sugli allori, di continuare a nutrire le proprie passioni, non aver paura di cambiare. Soprattutto all'inizio, fate tanto e non aspettate. Non vi rispondono al curriculum? Non si sa bene che fine abbia fatto la vostra richiesta? State aspettando una risposta? Fate qualcosa di vostro nel frattempo, fate in continuazione. In realtà si lavora tanto anche dopo, ma all'inizio è il momento di incamerare lavoro, anche gratuito, il più possibile. Adesso che siete freschi, liberi, con la famiglia alle spalle: ecco, questo è il momento di dare senza ritegno e di fare un sacco di cose. Non aspettate che il mondo lavorativo vi venga a pescare, createvi da soli il vostro lavoro, la vostra strada.

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Sii te stesso e metti in pratica quello che sei. Mostra a tutti ciò che ti piace, ciò che sai e quello che vuoi fare. Alle persone interessa più un aspetto nuovo rispetto a ciò che già sanno, quindi è molto più importante esprimere la tua persona piuttosto che una fotocopia di qualcos'altro.

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Come consiglio riprendo una domanda che ho fatto a volte in alcuni colloqui. Provate a immaginarvi tra 5 anni: vi piacete? quello che state facendo (o pensando di fare) è davvero ciò che volete?

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Ai giovani designer consiglio di avere tanta determinazione e perseveranza.

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Il consiglio che do è non rischiare di essere travolti da questo mondo dell'ispirazione costante. Questa cosa del rubare dagli altri è un attimo sfuggita di mano. Ci sta rubare, possibilmente da altre discipline, ma solo se questo ti fa imparare un processo di pensiero, altrimenti diventa un po' fine a se stesso, oltre che disprezzabile. Una volta un mio grande amico mi ha detto: "Nel momento in cui ho smesso di usare Pinterest ho imparato a progettare". Può sembrare stupido ma è verissimo. Tutti questi strumenti ci convincono di non saper trovare una soluzione senza prima guardare come gli altri hanno già risolto il medesimo problema. Continuare a ricercare costantemente stimoli e "ispirazioni" può portarti a limitare le tue capacità. Se mentre apri InDesign cominci a scrollare Instagram... Ti sei già giocato tutto quello che potevi fare e hai dato immediatamente una direzione ai tuoi pensieri. Noi abbiamo ovviato a questo problema costruendo una libreria di referenze che arrivano da un secolo prima: in automatico ti svincoli completamente dai trend attuali e non potrai mai fare una cosa uguale perché avrai un media diverso, un contesto diverso, tecniche diverse.

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Sei veramente sicuro di voler fare il designer? :) È veramente importante conoscerti e capire se davvero hai l'attitudine, la volontà e la curiosità per farlo. Detto questo, si può essere designer a tanti livelli e in tante aree diverse, per clienti completamente diversi. C'è bisogno di tutti i tipi di designer e ognuno può trovare il proprio spazio. L'importante è essere convinti di quel tipo di approccio progettuale, averlo capito, assimilato e condiviso.

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Cerca di essere una persona che si adatta alle situazioni e le vive con interesse, disposta a cambiare idea e ad appassionarsi a diversi argomenti. Una persona che non fa fatica a partire per un viaggio, lavorare su un progetto completamente nuovo, che ha piacere di stare tra le persone, che trova interessante ascoltare storie, vedere un film anche se fa piangere o andare a vedere una mostra. Vedete e incamerate il più possibile. Fermate istanti e cose che vi colpiscono, una scritta sul muro, una luce, una musica. Guardate tanto, anche solo dalla scrivania navigando sul web, accumulando ispirazioni. Avere sempre sul desktop una cartella "idee" dove salvare ispirazioni che vengono dagli altri, cose belle che possono ispirarvi a crearne altre. Aprite questa cartella subito.

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Il nostro è un lavoro stupendo e spesso è più di una passione. Magari c'è una predisposizione alla base ma bisogna comunque lavorarci molto per diventare creativi quasi "a comando". Come tutti i lavori, ci saranno scadenze, grane e volte in cui non potrete esprimervi come un libero artista sulla scogliera... Ma è un lavoro meraviglioso, non arrendetevi!

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Più che da designer a designer, un consiglio da lavoratore a lavoratore. Se hai un obiettivo – e sei appassionato e vuoi raggiungerlo – vai anche in capo al mondo e fai tutto ciò che vuoi. Quindi se vuoi essere designer, lavora per esserlo e lo sarai. Sono convinto di questo.

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Provaci, non porti limiti, lascia che siano gli altri a dirti di no.

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Dormite adesso finché potete!

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Tornando anche al discorso della partita IVA, il mio consiglio è provarci. Darsi sei mesi. Ci si mette 2/3/5 anni ad arrivare sul mercato del lavoro, sei mesi in più o in meno non fanno tutta questa differenza. Darsi sei mesi di tempo e vedere come va, perché è molto più difficile farlo dopo. Se parti con l'essere dipendente cominci subito ad abituarti ad avere uno stipendio e ad avere spese collegate a quel tipo di stipendio. Uno dei maggiori freni che vedo è nel dire: "Lascio il posto in un'azienda importante per creare la mia realtà, ma se non va bene mi sono giocato il posto". Ecco, all'inizio non ti giochi niente. Provaci i primi sei mesi, se va male hai solo sprecato del tempo, se va bene hai creato un'opportunità che può cambiarti la vita.

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Consiglio banalissimo? Siate curiosi.

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Il consiglio che do è di credere in se stessi e nelle proprie capacità, di avere qualcosa di proprio da dire ma non solo a livello creativo, a livello di soluzione di un problema. Di entrare con la testa nel progetto, perché la soddisfazione più grande è vedere che funziona e che il cliente è contento e ti chiama per un altro progetto.

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Se è la cosa che volete fare impegnatevi fino in fondo, se siete bravi sicuramente verrà fuori e troverete spazio nel mondo di questo lavoro.

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Seguite ciò che vi piace e vi spinge avanti ogni giorno.

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