In proprio

Voglio mettermi in proprio: da dove inizio?

Birretta?

13 risposte

Prima di mettersi in proprio il mio consiglio è di iniziare offrendo un test gratuito: ti offro una caramella per poi farti diventare cliente. Se a titolo gratuito ti dimostro di essere molto bravo e ti offro la possibilità di provare, sicuramente otterrò un risultato che porterà ad altro.

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Dopo otto anni di esperienza, lavorando bene e avendo fiducia nelle mie capacità, ho aperto uno studio di architettura insieme alla mia socia. Si comincia da piccoli progetti, poi se lavori bene ne arrivano altri. Acquisti un computer, inizi lavorando da casa e, quando vedi che il lavoro aumenta, è a quel punto che apri uno studio... Step by step.

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Non lanciarti subito sulla partita IVA, prima prova a sondare il terreno e a capire se riesci a superare i classici 5mila euro della ritenuta d'acconto. Prima di aprire la partita IVA devi essere sicuro che riuscirai ad avere una cassa annua significativa, almeno 20mila euro, altrimenti non conviene. Per iniziare, la ritenuta d'acconto è una modalità molto semplice che ti permette di offrire prestazioni lavorative entro il limite annuo di 5mila euro. Può essere d'aiuto in un primo momento per capire se riesci ad arrivare a quella cifra: se superi i 5mila euro nell'arco di 1-3 mesi, allora la partita IVA fa per te.

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Se vuoi metterti in proprio, prima di tutto consiglio di formarti sul lavoro che vuoi intraprendere. Poi fai un po' di pratica lavorativa in qualche azienda di settore. Quando cominci ad avere sicurezze caratteriali e comportamentali, puoi impegnarti per realizzare il tuo progetto.

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Per mettersi in proprio la prima cosa da fare è valutare quale potrebbe essere il proprio volume d'affari, ipotizzando di iniziare con poco per poi, pian piano, fare i passi successivi che portano alla crescita.

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Se vuoi metterti in proprio, consiglio di non farlo subito dopo la scuola, perché rischi di rimanere chiuso nella tua bolla. L'ho visto con miei ex compagni di scuola, che l'hanno fatto subito e poi hanno chiuso – ci sono certo eccezioni, non c'è niente di giusto e sbagliato, però non lo consiglierei. Sicuramente prima di iniziare una tua attività devi avere un network di contatti abbastanza forte e un portfolio che ti soddisfi pienamente (meglio poco ma buono). Siamo creativi/designer/animatori ma quando apri uno studio diventi anche imprenditore, che è tutta un'altra storia. Devi essere molto pragmatico e sapere dove vuoi andare, quanto vuoi crescere. Devi iniziare a ragionare su dove indirizzare il tuo business, quali sono i tuoi prospect clients, dove cercare nuovi clienti, dove investire. Cosa faccio: mi prendo lo studio figo perché sono un designer e voglio avere lo studio figo oppure investo quei soldi in dipendenti, o ancora in viaggi per andare a fare delle presentazioni a possibili clienti/agenzie? Essere bravi nel lavoro "creativo" quando apri uno studio serve tanto, perché dà visibilità, però poi riuscire a mantenere i contatti e vendere è tutto un altro lavoro. Quindi se ti accorgi di non essere in grado, magari lo fai fare a qualcuno più bravo di te in questo. Perciò se apri una società, mettiti con qualcuno che sia portato per questo aspetto.

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Se vuoi metterti in proprio, chiediti sinceramente se oltre a saper fare il tuo lavoro sai (o vuoi) anche promuoverti e organizzarti. Il resto è secondario, lo fa il commercialista.

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Bisogna usare il web e i canali social per la loro forza. Inizia andando a vedere come lavorano i migliori, quelli che ti piacciono, e poi impara "copiando". Devi assolutamente studiare cosa fanno all'estero, in tutte le professioni e soprattutto in quelle creative.

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Per iniziare una nuova attività ti serve un'idea, prima di tutto: in termini tecnici si chiama concept. Senza quello, partendo solo con un desiderio – tipo "Voglio fare il regista" – non vai da nessuna parte, perché è troppo generalizzato e non è specifico. Soprattutto se vuoi aprire un'attività, ti serve una missione, cioè cosa vuoi fare nello specifico. Quando hai un concept, così ben formato che quasi ti viene il titolo della tua attività, allora puoi pensare a come agire. La progettazione avviene dopo che hai avuto un'idea, che appunto dev'essere specifica, altrimenti è un desiderio (e se è un desiderio, non è un'attività). Nel momento in cui c'è l'idea inizi con lo studio della fattibilità: questo è il momento di consultare tutta una serie di esperti, di leggere e informarti per arrivare a un piano di business. Soprattutto – lo dico perché ho visto che pochi lo fanno – è molto importante consultare diverse persone su tematiche specifiche: parlare con più di un commercialista, più di un consulente del lavoro, più di un notaio.

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Per mettersi in proprio la cosa più importante è avere una rete di contatti, perché se non conosco assolutamente nessuno è una strada molto in salita. Se avete una buona rete di contatti potete sicuramente avviare un'attività in proprio, perché avete un bacino non solo di potenziali clienti ma anche di eventuali altri professionisti con cui collaborare. Quello che succede normalmente è che un cliente non vi chieda solo un tipo di servizio ma probabilmente vi chiederà anche altre cose correlate, quindi dovete pensare di collaborare con altri professionisti per chiudere il progetto. O diventate tuttologi, cosa improbabile, oppure se volete mantenere la vostra specializzazione dovete pensare di costruirvi una rete di potenziali collaboratori. Da dove iniziare, direi quindi dalla rete di contatti.

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Se vuoi metterti in proprio, devi sapere che dovrai lavorare sodo e studiare le dinamiche per sapere a cosa stai andando incontro. Ad esempio un libero professionista che ha appena aperto partita IVA dovrà sapere come funziona il compenso e capire come fissare i prezzi. Può essere utile seguire dei corsi (ce ne sono diversi anche offerti dalla Regione) per capire cosa vuol dire aprire una partita IVA, quali sono i costi, le spese. A chi vuole aprire un proprio studio dico sempre che a volte, per cominciare, basta anche solo un buon cliente! Poi da cosa nasce cosa e col tempo ci si riesce a strutturare meglio. Insomma, partire per gradi, consapevoli che ci sono cose da tenere d'occhio.

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Se vuoi metterti in proprio per prima cosa devi valutare la dimensione e il valore della tua rete di contatti. Costruirla da zero in un settore che sta diventando sempre più competitivo – dove devi competere con il cugino che fa siti a 500 euro – può essere un bagno di sangue. Se conosci dei potenziali clienti che puoi contattare o che ti possono commissionare un primo lavoro, parti da loro. Non so se consiglierei di mettersi in proprio come prima esperienza, perché il rischio di "bruciarsi" è grosso e non è affatto banale capire cosa è andato storto (se la gestione dell'impresa oppure l'offerta del prodotto o servizio). È difficile fare l'imprenditore di se stessi, io non so se lo rifarei.

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Se vuoi metterti in proprio la prima cosa, se non lo hai già, è crearti il tuo portfolio online. Perché ti permette di essere visibile, di dire che esisti e far vedere cosa fai. Puoi inviarlo a un cliente, per esempio puoi aggiungerlo in firma all'email. Questo ti permette di creare una rete di contatti e di presentarti, curando il modo in cui lo fai.

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