Creativi

Non ambire a un posto fisso ma a un lavoro che ti piace, che ti renda sereno e ti permetta di esprimere il meglio di te stesso. Non accontentarti ma ambisci a migliorare giorno dopo giorno.

Qual è il tuo lavoro?

Vivo a Torino e lavoro come Creative Strategist. Ho iniziato a essere conosciuto grazie al mio blog personale Julius Design, che ho aperto nel 2009 e dove condivido chi sono, cosa faccio e cosa posso fare per il business di un potenziale cliente.

Cosa significa essere un "creativo"?

Essere creativo significa essere capace di parlare con le persone uscendo dai soliti schemi razionali.

7 grazie

Come devo scrivere il curriculum?

Non lo scrivere il curriculum. Oggi è molto più semplice ed efficace mostrare il proprio valore con progetti personali o grazie alla presenza digitale. Usa molto bene LinkedIn, soprattutto se vuoi entrare nel mercato del digital. Mostrami in cosa potresti portare valore. Con i curriculum tradizionali non riuscirai a distinguerti.

6 grazie

Come affronto un colloquio?

Un colloquio si deve affrontare sempre in modo professionale, dal dress code alla conoscenza della realtà in cui stai andando a presentarti. Sapere che cosa vuoi e qual è il tuo valore sono tra le accortezze da avere. All'inizio è normale sbagliare, le prime volte sono così, ma è importante cercare di essere il più preparato possibile - ci sono articoli e amici a cui poter chiedere.

4 grazie

Quanto conta il voto di laurea?

Il voto di laurea può contare niente, poco, tanto. Dipende tutto dall'azienda in cui vuoi lavorare. Quelle più classiche e ingessate lo richiedono ad esempio, altre guardano solo le tue competenze e un pezzo di carta non cambia gli equilibri.

4 grazie

Il "posto fisso" è passato di moda?

Siamo nati con la mentalità del "posto fisso" ma oggi credo che bisogna avere l'ambizione costante di fare sempre meglio. Non ambire a un posto fisso ma a un lavoro che ti piace, che ti renda sereno e ti permetta di esprimere il meglio di te stesso. Non ci sono veri pro e contro. Se un dipendente? Sei un freelance? In un caso o nell'altro avrai sicuramente differenti problemi e opportunità, ma quello che può accomunare è l'aspirazione a mostrare il proprio talento. Non accontentarti ma ambisci a migliorare giorno dopo giorno.

4 grazie

Posso lavorare le classiche 8 ore?

Ho avuto la fortuna di vivere il mondo delle aziende, delle agenzie e dei freelance. Routine e ritmi diversi. Penso che il concetto delle 8 ore al giorno oramai sia solo una gabbia per un vero creativo professionista. Se inizi a pensare "voglio trovare un lavoro dove lavoro 8 ore al giorno", stai sbagliando approccio. Cerca un lavoro che ti piace davvero, dove lavorare 4 o 12 ore non fa differenza: lì avrai trovato il tuo posto ideale.

7 grazie

Cosa si aspetta da me il team?

Lavorare in team non è semplice, quando ci sono più teste su un progetto dev'essere ben chiara di chi sia la leadership. Il team dev'essere coeso, supportarsi a vicenda e contaminarsi con idee e approcci. Il compagno di squadra ideale è chi ti supporta e integra, adatta, plasma con te un'idea.

5 grazie

Cosa si aspetta da me il capo?

Dai collaboratori ci si aspetta un pensiero laterale: essere sempre propositivi, non fermarsi solo alla propria mansione ma andare oltre, individuare nuove opportunità per migliorare la propria azienda. Dai flussi interni, al miglioramento delle relazioni a trovare nuovi business. Sono tutte caratteristiche che distinguono un semplice lavoratore da un professionista capace di migliorare il luogo in cui lavora.

5 grazie

Partita IVA: e se poi me ne pento?

La partita IVA può darti una libertà unica, ovvero quello di essere Boss di te stesso e quindi essere l'unico a decidere quanto e per chi lavorare. Dall'altra parte ovviamente è una responsabilità economica, quindi prima di aprirla pensaci bene. Ma se dovessi scoprire che la partita IVA non fa per te, la puoi chiudere in qualsiasi momento.

6 grazie

Voglio mettermi in proprio: da dove inizio?

Non lanciarti subito sulla partita IVA, prima prova a sondare il terreno e a capire se riesci a superare i classici 5mila euro della ritenuta d'acconto. Prima di aprire la partita IVA devi essere sicuro che riuscirai ad avere una cassa annua significativa, almeno 20mila euro, altrimenti non conviene. Per iniziare, la ritenuta d'acconto è una modalità molto semplice che ti permette di offrire prestazioni lavorative entro il limite annuo di 5mila euro. Può essere d'aiuto in un primo momento per capire se riesci ad arrivare a quella cifra: se superi i 5mila euro nell'arco di 1-3 mesi, allora la partita IVA fa per te.

3 grazie

Lavorare da casa è una buona idea?

Sempre salvo eccezioni, oggi non ha più alcun valore da dove lavori. Se lavori da casa e lavori bene, puoi farlo anche in un parco, in un bar o in un ristorante... A patto che il tuo livello di output sia eccellente. L'azienda che ha fondato Wordpress e che ha un valore di miliardi di dollari, ha centinaia di dipendenti e tutti lavorano da remoto.

5 grazie

Meglio soli... o ben accompagnati?

Da solo potrai arrivare fino a un certo punto, se vuoi andare lontano avrai bisogno di altre persone: circondati di collaboratori fidati e di valore.

7 grazie

Se mi metto in proprio devo rinunciare al weekend?

Da libero professionista, come capita a tutti, è successo di lavorare anche nei weekend. Però questa non deve diventare una prassi o una regola solo perché siamo freelance. Cerca di equilibrare i giorni lavorati con quelli di riposo e vedrai che riuscirai a ritagliarti il tempo che desideri. Nessuno vieta di prenderti un mese di ferie se hai già raggiunto i tuoi obiettivi di fatturato.

5 grazie

Dovrei lavorare gratis?

Mai lavorare gratis. Questo è un punto dolente per il mondo freelance. Molti, soprattutto all'inizio, scambiano le proprie prestazioni per aumentare il portfolio, ma così si sbaglia. Perché le voci girano e gli altri clienti ti chiameranno per lo stesso trattamento. Suggerisco sempre di farsi pagare per il proprio valore e non cadere in compromessi, altrimenti si rovinerà il mercato e la tua stessa reputazione.

6 grazie

Come do un prezzo al mio lavoro?

Questo è un tema caldo... La creatività non ha prezzo. O forse sì? Il pensiero creativo alla base del logo ufficiale di Nike è stato pagato circa 35 dollari... Quanto l'avresti fatto pagare oggi? 200 / 2.000 / 20.000 / 200.000€? In Italia come nel mondo non esiste un listino prezzi per la sfera del design e neanche del marketing. Ognuno ha una propria quotazione che spesso si argomenta con la qualità del proprio lavoro rispetto agli altri, le tempistiche, le risorse impiegate e le specifiche dell'output da realizzare.

3 grazie

Dovrei far firmare un contratto al cliente?

Bisogna sempre avere un accordo scritto, è un modo per tutelare sia il cliente rispetto a ciò che ha richiesto, sia noi nei confronti dell'impegno professionale che abbiamo preso. Il primo contratto lo formulai in base a una serie di esempi che mi avevano condiviso alcuni miei amici professionisti.

3 grazie

Come devo parlare con il cliente?

Quando parli con un cliente usa sempre un tono professionale e fai le domande giuste al momento giusto. La prima cosa da saper fare è ascoltare: spesso basta ascoltare le richieste per poi capire cosa offrire e agire di conseguenza. A seconda del progetto sarà utile chiedere al cliente quali sono le esigenze, il budget e le tempistiche: queste sono le primissime domande da fare.

3 grazie

Il cliente ha sempre ragione?

Il cliente non ha sempre ragione, ma ci hanno detto sempre di sì. La vera differenza è che non ci troviamo in un ristorante e che noi non siamo lo chef. Siamo professionisti chiamati per risolvere un problema. Se il cliente si trasforma in quel professionista bisogna fargli capire in modo diplomatico che le competenze per risolvere quel problema sono le nostre, altrimenti non ci avrebbe chiamato. Altra cosa invece è dialogare con il cliente e avere sue suggestioni. In questo caso prendiamo nota e cerchiamo sempre di non far superare al cliente il perimetro tra richiedente e fornitore.

6 grazie

Come si trovano i clienti?

All'inizio della mia carriera, dieci anni fa, i primi clienti sono riuscito a coinvolgerli grazie al mio blog personale Julius Design nel quale condivido chi sono, cosa faccio e cosa posso fare per il business di un potenziale cliente (aziende, agenzie, piccole e medie imprese). Oggi, grazie anche ai social media, sono riuscito a creare un personal brand capace di attirare potenziali collaboratori e clienti.

5 grazie

Come dovrei presentare il mio lavoro?

Oggi i canali social media sono un ottimo amplificatore del personal brand ma quello che suggerisco è sempre di avere anche una "casa digitale". Un blog o un sito web dove possiamo dettare le nostre regole e soprattutto indicizzare quello che vogliamo senza essere vincolati a network esterni.

5 grazie

Come dovrei promuovermi sui social media?

I canali social media permettono di amplificare la percezione che le persone hanno della nostra professionalità. In primis LinkedIn, non sottovalutarlo, devi esserci in modo professionale. Poi c'è YouTube, secondo motore di ricerca dopo Google. Ancora dopo suggerisco Instagram. Se non vuoi farti mancare nulla anche Behance, Twitter, Pinterest. Pubblica solo contenuti che hanno un obiettivo, quello di promuovere il tuo brand, te stesso, i tuoi lavori.

4 grazie

Come sopravvivere a una deadline?

La vita è piena di deadline, se ci pensi. Un po' in tutto quello che facciamo c'è sempre una scadenza che va rispettata. All'inizio che hai meno esperienza la deadline può essere fonte di ansia, ma andando avanti impari che la soluzione è solo avere metodo per lavorare sulle priorità in base alle scadenze. Quindi saper gestire la propria settimana lavorativa in modo da assolvere le prime scadenze ed essere sincronizzato con il resto.

3 grazie

Dovrei restare in Italia?

Questa è una domanda che mi hanno fatto in molti e la mia risposta è sempre stata: "Voglio lavorare in Italia per creare valore in Italia". Anche se sembra una risposta da patriota novantenne, il concetto è molto semplice: perché andare via dal proprio Paese se c'è ancora terreno fertile per creare valore? L'idea dell'estero rimane, è sicuramente un ottimo modo per ampliare le proprie esperienze.

3 grazie

Un consiglio per i giovani designer?

Cerca la tua serenità professionale, lavora dove ti senti felice, fai quello per cui vuoi creare valore. Non accontentarti mai, ma ambisci a diventare il meglio di te ogni giorno.

10 grazie